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UNA PICCOLA GRANDE STORIA CHE CI INSEGNA UN TERMINE MERAVIGLIOSO: RISPETTO
UNA PICCOLA GRANDE STORIA CHE CI INSEGNA UN TERMINE MERAVIGLIOSO: RISPETTO
Dalla Toscana, al Lazio, dalla Campania fino alla Sicilia, questa estate l’Italia è andata letteralmente in fiamme. Nel cielo si vedevano, un po’ ovunque, gli equipaggi di Canadair ed elicotteri della flotta aerea dello Stato, coordinati dal Dipartimento della Protezione civile a supporto delle operazioni svolte dalle squadre di terra dei pompieri . E proprio di questo voglio parlarvi, perché se da una parte molti incendi sono di origine dolosa e dipingono di inciviltà, demenza e crimine, le coste del nostro paese, dall’altra parte il coraggio, la fatica, l’impegno sociale di migliaia di persone ha raccontato tutta un’altra storia. A dimostrarlo la cronaca di una piccola vicenda, però molto, molto educativa. Siamo a Iseo, proprio di fronte a Montisola, nella frazione di Pilzone, dove, bagnati dalle limpide acque del lago, si allungano molti campeggi. E da tre giorni ormai, con il naso all’insù, centinaia di turisti seguono le vicende di Stella, una pecora curiosa che credendosi una esploratrice, si è avventurata lungo un pendio impervio, non riuscendo più a risalire per tornare a casa, con le sue compagne. Bela disperata, giorno e notte, Stella, tanto che le autorità locali, considerata la difficoltà di un salvataggio, decidono di abbatterla all’alba, così da risparmiare almeno ai bambini, il crudele spettacolo. Ma qualcuno tenta un’intercessione in extremis e si rivolge ai pompieri di Brescia, che agiscono. Ci sono più di 35 gradi, il sole batte a picco ma loro non si risparmiano e dopo ore di duro lavoro, finalmente, riescono a portare in salvo l’animale, ormai stremato. La foto del lieto fine racconta più di mille parole la vicenda e la condensa in un gesto: la carezza del capo dei vigili del fuoco sulla testa della pecora, quasi a volerla rassicurare. Un semplice atto che spiega l’amore per la vita che va difesa sempre, anche quando si tratta di un semplice, mansueto animale. Ho voluto parlarvene perché a volte sono proprio queste piccole storie che ci salvano, che dicono al mondo come il modo migliore per combattere l’inciviltà sia trasmettere valori diversi. Chi accende un rogo in realtà cerca di ridurre in cenere non solo dei boschi, creando danni ambientali gravissimi, ma anche un termine che da solo, dipinge il senso d’umanità che dovrebbe distinguere il genere che appunto si chiama umano: rispetto. Per l’ambiente, il nostro prossimo, per gli animali, per i nostri mari, la terra, la cultura, il nostro meraviglioso paese. Il mio vuole essere un grazie, non solo ai vigili del fuoco di Brescia, ma anche a tutte le persone che con il loro impegno quotidiano ci insegnano cosa significhi davvero essere uomini. PS: articolo e foto non riportano il nome del capo della pattuglia dei vigili del fuoco per sua espressa volontà. Perché i grandi uomini non amano farsi pubblicità e ci spiegano un’altra splendida parola: umiltà
Elvia Grazi
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UNA PICCOLA GRANDE STORIA CHE CI INSEGNA UN TERMINE MERAVIGLIOSO: RISPETTO

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