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LA VITAMINA D: la vitamina del sole e del benessere
LA VITAMINA D: la vitamina del sole e del benessere
Tra i micronutrienti su cui la ricerca scientifica si sta concentrando maggiormente negli ultimi anni vi è la vitamina D: la maggior parte degli studi epidemiologici dimostra che una larga fetta della popolazione è carente di questa vitamina. Nell’uomo la provitamina D viene convertita nella forma attiva grazie all’azione delle radiazioni ultraviolette, quindi del sole. Infatti, la storia della vitamina D parte nel 1919, quando venne scoperto che bambini affetti da rachitismo, guarivano se esposti alla luce ultravioletta. Si capì quindi che la luce solare è indispensabile per la salute delle ossa, per assicurare una corretta crescita e, più avanti, per contrastare l’osteoporosi. In molti paesi, tra cui l’Italia, la produzione di vitamina D legata all’esposizione solare è però trascurabile nei mesi invernali, ecco perché è importante mangiare cibi che la contengano e se necessario assumere degli integratori. Ricordiamo, inoltre, altri fattori che condizionano la sintesi vitaminica: l’età (a parità di esposizione il soggetto anziano ne produce il 30% in meno) e l’uso di creme protettive che possono ridurre del 97% la produzione di vitamina D a livello della cute. Ecco perché spesso ne siamo carenti anche in estate.
 
A COSA SERVE 
La vitamina D ha un ruolo fondamentale nel mantenimento del bilancio del calcio, indispensabile al funzionamento del sistema nervoso centrale, per la crescita delle ossa e del mantenimento della loro densità: uno degli ambiti in cui la vitamina D è più studiata è quella delle patologie a carico dell’apparato scheletrico, in particolare l’osteoporosi. Nonostante sia una patologia multifattoriale, la carenza di vitamina D può contribuire in modo rilevante allo sviluppo dell’osteoporosi: è dimostrato che il deficit di vitamina D si associa a un’aumentata incidenza di fratture ossee; all’inverso, è ben documentato come la somministrazione di vitamina D sia in grado di ridurre in modo significativo l’incidenza di fratture. Nei bambini, invece, questa vitamina previene il rachitismo e negli adulti contribuisce a curare la fragilità delle ossa.  
Inoltre è un potente modulatore del sistema immunitario: i risultati di vari studi, infatti, suggeriscono che la vitamina D possa inibire lo sviluppo di patologie autoimmuni, quindi rinforza il sistema immunitario. 
Più recenti sono invece le scoperte dell’attività cardioprotettiva della vitamina D: un apporto inadeguato di vitamina D può associarsi ad un rischio maggiore di sviluppare patologie cardiovascolare. Secondo uno studio condotto in Danimarca, assumere pillole di vitamina D una volta al giorno aiuterebbe a ridurre la pressione alta con la stessa efficacia di un farmaco antipertensivo, non rappresentando però una cura contro l’ipertensione, ma un valido aiuto soprattutto nei mesi invernali di ridotta esposizione solare.
GLI ALIMENTI CHE CI AIUTANO
Le fonti alimentari di Vitamina D sono prevalentemente di origine animale, ma pochi alimenti contengono la vitamina in quantità adeguate. Un alimento particolarmente ricco di vitamina D è l’olio di fegato di merluzzo, ma di norma viene consumato solo in rari casi come supplemento. Alcuni pesci contengono discrete quantità di vitamina D, specialmente quelli grassi come l’aringa, il tonno fresco, il salmone, le acciughe, la trota, mentre il latte e i suoi derivati e le uova ne contengono una quantità inferiore. Molti paesi, tra cui l’Italia, arricchiscono con la vitamina D alcuni alimenti di uso comune come il latte. C’è da sottolineare che un’adeguata esposizione solare dovrebbe consentire la produzione di vitamina D necessaria. Secondo gli esperti, 10-15 minuti al giorno di esposizione solare di braccia o gambe, tre volte a settimana, nelle ore centrali delle giornate invernali, dovrebbe essere sufficiente. Alcuni esperti suggeriscono anche di non lavare la cute immediatamente dopo l’esposizione solare per non rimuovere la vitamina D appena sintetizzata.
PROVATI PER VOI 
VITAMINA D di EQUILIBRA: è un integratore alimentare a base di vitamina D indicato in presenza di aumentato fabbisogno di tale nutriente. La Vitamina D contribuisce al normale assorbimento/ utilizzo del calcio e del fosforo, ed al mantenimento di funzione muscolare ed ossa e denti normali. Inoltre, interviene nel processo di divisione delle cellule e può aiutare la normale funzione del sistema immunitario.
CHI E’ A RISCHIO DI CARENZA? 
Come già accennato, la sintesi di vitamina D dipende dalla luce solare, per cui una carenza si può manifestare a causa di una insufficiente esposizione solare. Ci sono però altri fattori di rischio che possono comportare una carenza:
 • Insufficiente apporto alimentare.
 • Malattie infiammatorie intestinali che riducono la capacità di assorbire (es. morbo di Chron).
 • Patologie renali croniche (per incapacità di attivare la vitamina D).
 • Neonati allattati esclusivamente al seno materno, in quanto il latte materno non sempre fornisce quantità sufficienti per il neonato.
 • Invecchiamento: gli anziani hanno ridotta capacità di sintetizzare la vitamina D e sono meno esposti al sole.
 • Obesità: l’obesità aumenta il rischio di carenza di vitamina D che una volta ingerita o sintetizzata nella pelle, è depositata nel tessuto adiposo e quindi meno biodispoinibile.

 Per escludere una eventuale carenza è possibile misurare il livello di vitamina D nel sangue: se inferiore ai 20-30 ng/ml si consiglia di ricorrere ad un supplemento di vitamina D. Oggi sono disponibili integratori per tutte le età.
A cura della Dottoressa Laura Masciullo, Biologa Nutrizionistai
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