DA CIO' CHE MANGIAMO ALL'ENERGIA CHE USIAMO
Come funziona il metabolismo
Quando si parla di “energia”, spesso si pensa a come ci sentiamo nella vita quotidiana. Dal punto di vista biologico, invece, l’energia deriva da reazioni chimiche che avvengono continuamente nelle cellule e permettono all’organismo di funzionare [1].
Questi processi rientrano nel metabolismo, l’insieme delle reazioni che trasformano i nutrienti introdotti con l’alimentazione in energia utilizzabile e in componenti utili per il corpo [1]. L’energia non viene impiegata direttamente, ma viene immagazzinata sotto forma di ATP, una molecola che funziona come una vera e propria “moneta” cellulare [1].
Macronutrienti: la fonte di energia dell’organismo
I macronutrienti (carboidrati, lipidi e proteine) rappresentano le principali fonti di energia. Dopo la digestione, vengono trasformati in molecole semplici (glucosio, acidi grassi e amminoacidi) che le cellule utilizzano per produrre ATP, la principale forma di energia utilizzabile dall’organismo [1].
I carboidrati forniscono energia rapidamente disponibile: il glucosio viene utilizzato direttamente dalle cellule, mentre i carboidrati complessi richiedono processi digestivi più articolati e permettono un rilascio più graduale dell’energia [1]. Una parte, come le fibre, non viene digerita e raggiunge il colon, dove può essere fermentata dal microbiota contribuendo a specifici processi metabolici [2].
I grassi costituiscono la principale riserva energetica e permettono un’elevata produzione di ATP; rappresentano quindi una fonte importante soprattutto nel lungo termine. La qualità dei lipidi introdotti con la dieta può inoltre influenzare il metabolismo e il microbiota intestinale [1] [2].
Le proteine svolgono prevalentemente funzioni strutturali e regolatorie, ma in condizioni specifiche possono essere utilizzate anche a scopo energetico [1].
Nel complesso, l’organismo è in grado di utilizzare in modo flessibile queste diverse fonti energetiche, adattandosi alle esigenze fisiologiche e alla disponibilità dei nutrienti [1].
Micronutrienti: gli alleati invisibili dell’energia
Affinché i macronutrienti possano essere utilizzati efficacemente, è essenziale la presenza dei micronutrienti, come vitamine e minerali [3].
Queste sostanze non forniscono direttamente energia, ma partecipano alle reazioni che permettono di trasformare i nutrienti in ATP, agendo come cofattori enzimatici [3]. Ad esempio, vitamine del gruppo B, vitamina C e diversi minerali supportano i processi metabolici contribuendo all’utilizzo di carboidrati, grassi e proteine [3].
In caso di carenze di micronutrienti, questi meccanismi possono diventare meno efficienti: anche con un apporto calorico adeguato, la produzione di energia può ridursi, con possibili effetti come stanchezza, affaticamento e riduzione della tolleranza allo sforzo [3].
Per questo motivo, non conta solo la quantità di cibo, ma anche la qualità complessiva della dieta [3].
Perché ci sentiamo stanchi: le possibili cause nutrizionali
La stanchezza può dipendere da molteplici fattori, tra i quali un’alterazione nei processi di produzione e utilizzo dell’energia, che non riguarda solo le calorie ma anche l’equilibrio tra i nutrienti [1] [3].
Un apporto energetico insufficiente riduce la disponibilità di substrati necessari per la produzione di ATP [1]. Allo stesso tempo, carenze di micronutrienti possono rendere meno efficienti le reazioni metaboliche [3].
Le vitamine del gruppo B, ad esempio, partecipano alla trasformazione dei macronutrienti in energia, mentre minerali come ferro e magnesio sono coinvolti nella produzione e nell’utilizzo dell’ATP e nei processi ossidativi [3].
Quando questi nutrienti sono insufficienti, il metabolismo energetico può subire alterazioni portando a stanchezza, difficoltà di concentrazione e ridotta tolleranza allo sforzo [3].
Alimentazione equilibrata: il vero alleato dell’energia
Per sostenere il metabolismo energetico è fondamentale seguire un’alimentazione equilibrata e varia, in grado di fornire energia e tutti i nutrienti essenziali [1] [3] [4].
I LARN definiscono i fabbisogni di nutrienti, mentre le linee guida per la sana alimentazione li traducono in scelte pratiche [4] [5]. In questo contesto, è consigliato consumare regolarmente tutti i gruppi alimentari, privilegiando frutta, verdura, cereali integrali e legumi e limitando zuccheri, grassi saturi, sale e alcol [5].
La varietà della dieta è un elemento chiave per garantire un apporto nutrizionale completo e supportare in modo efficace i processi energetici [5].
Il ruolo dell’integrazione
Una dieta varia ed equilibrata è generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno di nutrienti necessari al corretto funzionamento dell’organismo [4] [5].
In alcune situazioni, come aumentato fabbisogno nutrizionale o diete restrittive, può essere utile ricorrere all’integrazione per supportare l’apporto di specifici nutrienti [3].
In questi contesti, l’integrazione può contribuire a colmare eventuali deficit nutrizionali e a sostenere i processi metabolici, in particolare quando l’alimentazione da sola non è in grado di soddisfare pienamente i fabbisogni individuali.
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Bibliografia
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A. J. e. M. S.Dodd, «Metabolism,» Portland Press, 2020. |
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K. M. J. e. al., «Dietary macronutrients and the gut microbiome: a precision nutrition approach to improve cardiometabolic health,» Recent advances in basic science, 2022. |
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Testo liberamente tratto dal documento scientifico dal titolo “Vitamine, minerali e benessere nel corso della vita - Ruolo dei micronutrienti nel mantenimento della salute di specifici organi e tessuti” elaborato da NFI - Nutrition Foundation of Italy. |
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SINU – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) |
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CREA – Linee guida per una sana alimentazione italiana |