Perché parliamo di idratazione
Quando si parla di alimentazione sana si pensa subito a calorie o nutrienti, ma si dimentica spesso un elemento importante: l’acqua.
Nel nostro organismo rappresenta circa il 60% del peso corporeo ed è indispensabile per il funzionamento di cellule, tessuti e organi [1]. Nonostante questo, l’idratazione è uno degli aspetti più trascurati nella vita quotidiana: molte persone bevono meno di quanto dovrebbero, anche senza rendersene conto.
Infatti, una carenza di liquidi può influire su energia, concentrazione e benessere generale. Per questo motivo, bere a sufficienza non è un dettaglio, ma una componente fondamentale della salute quotidiana [1] [2].
A cosa serve l’acqua nel corpo
L’acqua non serve solo a “dissetarci”: è coinvolta praticamente in tutte le funzioni vitali del corpo.
Ha un ruolo fondamentale nel trasporto dei nutrienti, nell’eliminazione delle scorie attraverso urine e sudore e nel mantenimento del volume del sangue [1]. Inoltre, è essenziale per la regolazione della temperatura corporea, soprattutto quando fa caldo o durante l’attività fisica [1] [2].
Dal punto di vista pratico, questo significa che un’organizzazione corretta dell’acqua nel corpo potrebbero influire direttamente su:
- livelli di energia
- capacità di concentrazione
- efficienza della digestione
- performance fisica
Questo perché una riduzione dei livelli di idratazione potrebbe alterare funzioni cognitive e fisiche, aumentando fatigue e percezione dello sforzo [2].
Non a caso, l’acqua è considerata un nutriente essenziale: senza di essa l’organismo non è in grado di sopravvivere per più di pochi giorni [2].
Quanta acqua dovremmo bere
Non esiste una quantità identica valida per tutti, ma esistono delle indicazioni di riferimento.
Secondo l’EFSA, parliamo di circa:
- 2 litri al giorno per le donne
- 2,5 litri al giorno per gli uomini [1]
Questi valori includono non solo l’acqua che beviamo, ma anche quella contenuta negli alimenti. Infatti, circa il 20% dell’acqua quotidiana può arrivare dal cibo, soprattutto da frutta, verdura e piatti ricchi di liquidi [1] [2].
È importante però ricordare che il fabbisogno non è fisso: può aumentare in alcune situazioni, ad esempio:
- con il caldo
- durante attività fisica
- in caso di febbre o malessere
- in gravidanza o allattamento [1]
Cosa succede quando beviamo poco
Anche una lieve disidratazione potrebbe avere effetti sul modo in cui ci sentiamo e funzioniamo durante la giornata.
I primi segnali sono spesso sottovalutati, ma molto comuni: stanchezza, mal di testa, difficoltà di concentrazione, senso di debolezza o calo di energia.
La disidratazione, infatti, potrebbe contribuire direttamente al mal di testa o peggiorare condizioni già presenti, probabilmente a causa di alterazioni dell'equilibrio dei fluidi [3].
Inoltre, può aumentare la percezione della fatica e ridurre le performance cognitive e fisiche [2].
Chi deve fare più attenzione
L’idratazione è importante per tutti, ma alcune persone sono più a rischio di bere meno del necessario o di disidratarsi più facilmente, in particolare:
Anziani: con l’età diminuisce lo stimolo della sete e la capacità di mantenere l’equilibrio idrico, aumentando il rischio di disidratazione senza accorgersene [1] [2].
Bambini: hanno un ricambio idrico più elevato e possono non percepire o non esprimere la sete in modo adeguato [2].
Sportivi: perdono grandi quantità di liquidi attraverso il sudore, soprattutto durante attività intense o prolungate [1] [2].
Chi lavora o vive in ambienti caldi o secchi: il caldo aumenta la sudorazione e quindi il fabbisogno di liquidi, con un rischio maggiore di disidratazione [1] [4].
In tutte queste situazioni è ancora più importante non aspettare di avere sete, ma mantenere un’assunzione regolare di liquidi durante la giornata.
Come capire se sei ben idratato
Nella vita di tutti i giorni non servono esami per capire se stai bevendo a sufficienza: il corpo dà segnali abbastanza chiari, se impariamo ad ascoltarli.
Un primo indicatore pratico è il colore delle urine: urine più scure possono indicare una maggiore concentrazione e quindi un possibile stato di disidratazione, mentre urine più chiare sono generalmente associate a una migliore idratazione [2].
Anche la frequenza urinaria è un buon indicatore: urinare regolarmente durante la giornata è generalmente segno di un apporto adeguato di liquidi.
Alcuni segnali possono indicare che l’equilibrio idrico non è ottimale, come sete persistente, senso di stanchezza, mal di testa, difficoltà di concentrazione o capogiri. In alcuni casi possono comparire anche secchezza delle mucose, crampi muscolari o cali di pressione [2] [3] [4].
5 strategie pratiche per bere di più
Per molte persone il problema non è sapere che dovrebbero bere di più, ma riuscire a farlo nella quotidianità. Alcuni accorgimenti semplici possono fare la differenza:
-
Tieni sempre una bottiglia a portata di mano
Avere l’acqua sotto gli occhi può aumentare automaticamente la probabilità di bere -
Bevi a momenti fissi della giornata
Ad esempio al risveglio, durante i pasti e nelle pause → aiuta a creare un’abitudine -
Non aspettare la sete
Bere regolarmente durante il giorno è più efficace che farlo solo quando compare il bisogno [1] [2] -
Usa reminder o app
Possono essere utili soprattutto all’inizio per rendere il comportamento più automatico -
Rendi l’acqua più piacevole
Aggiungere limone, menta o scegliere sostanze che aromatizzano l’acqua può aiutare a bere di più
L’obiettivo non è la perfezione, ma creare abitudini sostenibili nel tempo.
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Bibliografia
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[1] |
Testo liberamente tratto dal documento scientifico dal titolo “Vitamine, minerali e benessere nel corso della vita - Ruolo dei micronutrienti nel mantenimento della salute di specifici organi e tessuti” elaborato da NFI - Nutrition Foundation of Italy. |
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[2] |
B. M. P. e. al., «Water, Hydration and Health,» NIH Public Access, 2010. |
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[3] |
K. N. A. &. R. B. H. Singh, «Dehydration and Headache,» Springer Nature , 2021. |
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[4] |
«I rischi per la salute - Ondate di calore» Ministero della Salute. Ministero della Salute - I rischi per la salute |